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Helvetia Nostra porte pour la première fois le contentieux des résidences secondaires devant la Cour suprême

Helvetia Nostra a recouru hier contre le premier arrêt rendu en la matière par le Tribunal cantonal valaisan. Celui-ci déniait à Helvetia Nostra la qualité pour recourir et considérait au surplus que l’article constitutionnel adopté le 11 mars 2012 ne serait directement applicable que dès le 1er janvier 2013.

Helvetia Nostra attend du Tribunal fédéral qu’il rende un arrêt de principe sur ces deux questions. Elle considère que la qualité pour recourir doit lui être reconnue en raison du fait que l’art. 75b Cst. a pour but de ménager l’aspect caractéristique des paysages et qu’il constitue une norme d’intérêt général visant à en préserver l’intégrité. A son avis, le souverain a exprimé le 11 mars sa volonté de faire de l’interdiction de la construction de nouvelles résidences secondaires une tâche fédérale, de telle sorte qu’Helvetia Nostra est habilitée à recourir contre les décisions violant cette interdiction. En outre, elle doit en tous cas se voir reconnaître la qualité pour agir en raison du fait qu’à travers Franz Weber, son président, à l’origine de l’initiative, elle a un intérêt digne de protection à pouvoir obtenir un jugement du Tribunal fédéral tranchant la question controversée de l’application dès le 11 mars de l’interdiction stipulée que chacun appelle aujourd’hui la « lex Weber ». On rappelle que le Conseil fédéral lui-même considère dans son rapport explicatif concernant l’ordonnance que l’art. 75b al. 1er Cst. est directement applicable.

Helvetia Nostra entend stopper l’explosion des permis de construire déposés à la pelle depuis la votation en violation de la décision du souverain qui en a souhaité l’arrêt immédiat. Ce sont 1'600 demandes de permis de construire au moins dans toute la Suisse qui seront concernées par l’arrêt de principe que rendra le Tribunal fédéral.

Helvetia Nostra a également requis le Président de la Ière Cour de droit public de prononcer l’effet suspensif et formera une requête similaire s’agissant des innombrables décisions rendues particulièrement par le Tribunal cantonal valaisan depuis le début de cette semaine, comme elle le fera à l’encontre de l’arrêt de principe rendu par le Tribunal cantonal vaudois récemment.

Einsprachen: Gesuche für Baubewilligungen für neue Zweitwohnungen

Helvetia Nostra lädt Bürgerinnen und Bürger, die missbräuchliche Gesuche für Baubewilligungen für neue Zweitwohnungen beobachten dazu ein, Einsprache gegen die Erteilung dieser Baubewilligungen zu erheben. Einen Musterbrief in italienischer Sprache finden Sie hier.


Wir danken Ihnen für die Zusendung einer Kopie Ihrer Einsprache sowie der Antwort auf Ihre Einsprache (bei Erhalt) an die folgende Email Adresse: ffw@ffw.ch

Iniziativa sulle abitazioni secondarie: gli oppositori suscitano allarmismo

Gli oppositori sferrano un attacco frontale contro l'iniziativa sulle abitazioni secondarie. Tuttavia gli argomenti utilizzati parlano a favore di un’approvazione dell’iniziativa.

Gli oppositori dell'iniziativa di Franz Weber utilizzano sistematicamente false affermazioni in una campagna di votazione che diventa sempre più frenetica. Per esempio affermare che dopo l'approvazione dell'iniziativa le abitazioni secondarie esistenti potrebbero essere vendute solo a residenti ha il solo scopo di rendere insicuri gli elettori. L'esperto di diritto costituzionale Etienne Grisel (Università di Losanna) ribatte in modo veemente: «Le abitazioni secondarie esistenti continueranno a poter essere vendute come tali; si tratta di un dato di fatto incontrovertibile».

Gli avversari accusano l'iniziativa sulle abitazioni secondarie di danneggiare il turismo. Tuttavia uno studio condotto su mandato dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale mostra che in caso di approvazione dell'iniziativa si verificherebbe a medio e lungo termine un chiaro spostamento dei pernottamenti verso abitazioni di vacanza in affitto e alberghi. In tal modo l'infrastruttura turistica sarebbe meglio sfruttata e il valore aggiunto aumenterebbe.

Attualmente il boom delle abitazioni secondarie mette in difficoltà un numero sempre maggiore di alberghi e di imprese turistiche. Dick Marty, ex consigliere agli Stati PLR del Cantone Ticino ed ex presidente di Svizzera Turismo, aveva individuato il rischio già nel 2007: «Il forte aumento di abitazioni secondarie è destinato a creare grandi problemi che possono mettere in pericolo l'offerta turistica delle destinazioni interessate».

Un drammatico esempio lo fornisce la situazione nella regione Crans-Montana, dove tra il 1985 e il 2011 il numero dei letti in strutture alberghiere è sceso da 5 500 a 2 000. In occasione di grandi eventi come la coppa del mondo di sci o il torneo internazionale di golf è ora problematico trovare alloggio per i partecipanti a Crans-Montana, non parliamo poi degli spettatori.

Secondo gli oppositori l'iniziativa sulle abitazioni secondarie distruggerebbe posti di lavoro. Tuttavia è un fatto che le abitazioni secondarie creano impieghi a tempo determinato nel settore delle costruzioni, ma al tempo stesso mettono in pericolo posti di lavoro durevoli e promettenti nel settore alberghiero, para alberghiero e nel turismo. Già solo la perdita di oltre 3500 letti in strutture alberghiere a Crans-Montana deve essere costata diverse centinaia di posti di lavoro.

Il controprogetto  indiretto, già entrato  in vigore e molto lodato dagli oppositori dell'iniziativa, non porta alcun miglioramento per quanto riguarda la problematica delle abitazioni secondarie. Esso si limita a esortare comuni e Cantoni, senza fornire direttive concrete, affinché provvedano a un rapporto «equilibrato» fra abitazioni primarie e secondarie.

Ma sono Cantoni e comuni a stimare quale rapporto possa essere definito «equilibrato». Proprio essi però hanno trascurato negli scorsi decenni di porre limitazioni efficaci alla costruzione di abitazioni secondarie, regolandola in modo durevole. Questo benché l'articolo 75 della Costituzione federale esiga un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio.

Sul tema potete scaricare un'esaustiva documentazione per la stampa con indicazione delle fonti (in tedesco) al seguente link: http://www.zweitwohnungsinitiative.ch/tl_files/pdf/022812-FFW-MEDIENROHSTOFF-Kampagne-Gegner.pdf

I Cantoni alpini vogliono proteggere la lobby delle costruzioni e non il paesaggio!

Reazione alla presa di posizione della Conferenza dei governi dei Cantoni alpini

La Costituzione federale prescrive la parsimoniosa utilizzazione del suolo. I Cantoni alpini hanno disatteso questo mandato costituzionale permettendo alle abitazioni secondarie di invadere intere vallate. Nell'Alta Engadina per esempio questa nefasta evoluzione è stata corretta solo attraverso un responso popolare. I Cantoni alpini hanno perso l'occasione di preparare per tempo il terreno per un turismo sostenibile.

È perciò ancora più scandaloso il fatto che proprio chi ha causato questa situazione negativa scenda ora in campo contro l'iniziativa popolare servendosi di affermazioni non veritiere. Per esempio la CGCA sostiene che molti comuni sarebbero minacciati da un blocco delle costruzioni. Fatto: l'iniziativa interessa le abitazioni secondarie, non il settore edilizio in generale. Anche in comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento si potrebbe ancora costruire, per esempio abitazioni per la popolazione residente e abitazioni di vacanza sfruttate commercialmente. La CGCA sostiene che l'iniziativa non promuove i cosiddetti «letti caldi», ma addirittura li ostacola. Fatto: l'iniziativa è rivolta contro i «letti freddi». Le abitazioni di vacanza sfruttate commercialmente, vale a dire i «letti caldi», continueranno a esistere e diventeranno più attrattive grazie all'iniziativa. Inoltre la CGCA fa riferimento alla revisione della legge sulla pianificazione del territorio e ai regolamenti locali. Di fatto la legge sulla pianificazione del territorio contiene ora molti paragrafi interpretabili in modo flessibile. Proprio i Cantoni alpini, che hanno totalmente fallito in passato, possono utilizzare questo margine di manovra per permettere l'edificazione di abitazioni secondarie. L'iniziativa popolare invece crea regole chiare per tutti: se un comune ha già oltre il 20 per cento di abitazioni con «letti freddi» non si possono costruire altre abitazioni secondarie.

Initiativgegner verstricken sich in Widersprüchen

Plötzlich kam die Reaktion. Das Zustandekommen der Initiative „Schluss mit uferlosem Bau von Zweitwohnungen“ im Jahr 2008 war wie ein Weckruf. Seither gestehen sogar Vertreter von betroffenen Gemeinden und touristischen Regionen wie Ständerat Hannes Germann ein: „Der allzu sorglose Umgang mit Bauland in unserem Land an allzu vielen Orten zur Zersiedlung geführt.“

Dies sagte der Präsident des Schweizerischen Gemeindeverbandes wörtlich anlässlich der Medienkonferenz vom 30. Januar 2012 „Nein zur Volksinitiative Schluss mit uferlosem Bau von Zweitwohnungen“. Erstaunliche Worte angesichts der Tatsache, dass im Schweizer Alpenraum während Jahrzehnten ein „Laisser-faire“ herrschte. Jahrzehntelang konnten Zweitwohnungen praktisch ungehemmt gebaut werden.

Nun spielen sich Politiker, die vorher tatenlos der uferlosen Überbauung der Bergtäler zuschauten, oder gar daran mitverdienten, plötzlich als Problemlöser und Retter der Landschaft auf. Stets berufen sie sich dabei auf das revidierte Raumplanungsgesetz (RPG). Bemerkenswert ist, dass auch alt Ständerat Theo Maissen an derselben Medienkonferenz das revidierte RPG verfocht.

Pikant: In der Wintersession 2010 hatte Maissen noch beantragt, selbst die minimalen Vorschriften im überarbeiteten Artikel 8 des RPG zu streichen.

Dies ist nur einer von verschiedenen offensichtlichen Widersprüchen, in welche sich die Initiativ-Gegner verstricken. Als Präsident der Schweizerischen Arbeitsgemeinschaft für die Berggebiete (SAB) macht er die Verdrängung der einheimischen Bevölkerung infolge steigender Immobilien- und Mietpreise nicht zum Thema.

Die Volksinitiative setzt eine Obergrenze für Zweitwohnungen, gültig für die ganze Schweiz. Sie ist fair und notwendig für diejenigen Gemeinden, die heute noch nicht aktiv geworden sind und den Weckruf noch nicht gehört haben.